
Dire chi sono, per molti anni, è stato complicato. Difficile.
Pensavo che questi due aggettivi fossero aspetti negativi di me. Mi sbagliavo.
Oggi so che ognuno di noi ha una storia difficile. E no, non è negativa.
Sarebbe molto più difficile per me scrivere: Ehi ciao, sono Gisella Torrisi, scrittrice edita, insegnante di Copywriting e Counseling Aziendale
e da oggi per te sono la tua brand voice strategist.
Ma non avrei rispetto per te. E per quella storia che vuole essere ascoltata. Liberata.
Una storia fatta di voci che periodicamente ti bloccano. Ti confondono. Cercano di tenerti al sicuro da ciò che è sconosciuto. Pochi però sentono dentro che quella storia sia arrivata per un motivo. C’è chi ascolta quella voce e pensa a creare il proprio personale impero. E chi pensa che non ci sia spazio per quella diversità.
E tu? Che spazio le dai?
Mi sono sempre chiesta, sin da piccola, se le persone vivevano e sentivano ciò che anch’io provavo. Guardavo il mondo e mi accorgevo che tutto correva. Da qualche parte. E io? Ero ferma. Inchiodata, spesso, dal mio stato di salute.
Finché un giorno mi sono data una grande possibilità. Seguire la mia strada.
Ricordo ancora quella sera. Esco in strada, di sera, e mi incammino verso quella scuola di teatro. Avrei dovuto rimanere a Catania, dove avevo studiato sociologia. Ma sentivo che la mia vita stava solo iniziando.
E poi il miracolo. Un percorso infinito di guarigione. Non quella facile, dei guru. Non quella dello spirito. Quella del corpo. Che ritorna.
E dopo pochi anni lascio tutto e seguo il mio sogno. Il cinema. Giancarlo Giannini. Pupi Avati. Abel Ferrara. Laura Morante.
Che grande opportunità ho vissuto. Eppure —nonostante avessi superato lesioni midollari, nonostante avessi presentato lo Slam Poetry, nonostante avessi già pubblicato tre libri, oggi sei— non ero ancora nessuno.
Mi guardavo e pensavo: “Oh guarda, muove il piede, il mio nessuno.”
Non volevo più stare in quella nicchia. Non volevo più scrivere per i pochi.
Come scriveva Goliarda Sapienza: abbasso la perfezione. E come aveva scritto la me di diciannove anni nel suo primo romanzo: la perfezione è libertà.
Da scrittrice a copywriter. Da artista dalle mille esperienze a mamma, single, di nuovo. In Sicilia.
Quanto dolore ho tramutato in bellezza.
Oggi ti accompagno a trasformare quella tua storia, quel marchio che senti di non poter cancellare, nella tua forza creativa. Porta luce e consapevolezza anche nell’angolo più buio della tua comunicazione.
Oggi sono tornata. E sono grata di essere viva.
Tutto questo lo dedico a due donne.
A mia mamma, scomparsa il 3 dicembre improvvisamente, lasciando un grande vuoto. E a mia figlia, venuta al mondo nel 2019, che ha ribaltato per sempre ogni mia credenza limitante.
Io non posso fare tutto. Posso fare ciò per cui la mia voce continua a cantare.
Perché il flow è questo. Storie, persone, futuro.
E tu? Qual è il tuo significato?